Molti esemplari del GdAB usano inspirare aria satura di fumo. Per ottenere questo scopo aspirano l’aria attraverso cilindretti di carta ripieni di foglie di tabacco triturato (a volte vengono usate anche altre piante), che vengono opportunamente incendiati all’estremità. Questi cilindretti vengono denominati sigarette.
Fumare sigarette ha un significato più psicologico che pratico. Il fumo infatti non provoca nessun tipo di piacere fisico nè, peraltro, sensazioni di benessere o appagamento. Tuttavia questo rituale è molto praticato in quanto certifica in maniera inequivocabile l’appartenenza dell’individuo al GdAB, e questo risulta essere una motivazione sufficientemente forte da far passare in secondo piano gli aspetti negativi del fumo ed i suoi effetti devastanti sulla salute.
Le aziende produttrici di sigarette ovviamente sfruttano le leve del Marketing per aumentare il consumo dei loro prodotti noncuranti dei danni che questi producono e dei costi che il GdAB deve sostenere in primo luogo per l’acquisto delle sigarette e, in seconda battuta per curare le malattie di cui il fumo e responsabile. In realtà il responsabile di queste patologie è lo stesso GdAB, il quale è ben conscio dei rischi che corre fumando.
Per cercare di limitare questa nefasta pratica, lo Stato obbliga i produttori di sigarette ad indicare sulle confezioni, frasi che ricordino al GdAB i danni alla salute che il fumo provoca. Il Marketing naturalmente sfrutta quest’obbligo a suo favore scrivendo frasi del tipo “Il fumo provoca il cancro”. Chiunque abbia studiato un minimo di Psicologia Sociale sa benissimo che chi legge una frase di questo tipo reagisce al disagio provato, cercando di minimizzare il rischio con pensieri del tipo: “vabbè, con tanti che fumano magari il cancro verrà a qualcun’altro e non proprio a me”. Insomma, puntando sull’enfatizzazione negativa del danno provocato, si ottiene un effetto deterrente decisamente nullo. Tant’è che pare non ci sia stato nessuno nel GdAB che abbia smesso di fumare per aver letto una di queste affermazioni.
Anzi, il GdAB a smettere di fumare proprio non ci pensa. Questo è vero soprattutto per le femmine del GdAB, che non potrebbero proprio immaginarsi mentre sgommano fuori dal parcheggio del centro commerciale con l’X5, senza la sigaretta in bocca.
In quanto a Coccobill va detto che lui non fuma. La sigaretta che ha spesso tra le labbra è sempre spenta e non si sognerebbe mai di accenderla. Non sopporterebbe di vedere ingiallire il suo sorriso.